In ogni caos c’è un cosmo

“In ogni caos c’è un cosmo”, per la tagline di questa edizione abbiamo scelto una citazione di Carl Gustav Jung.

Niente spaventa più del Caos.

L’assenza di punti di riferimento ci fa sentire nudi, deboli, spaesati. È un piano instabile quello su cui poggiano i nostri sogni e le nostre fragili identità, quando il Caos avanza inesorabile. Non c’è programma, non c’è certezza o prospettiva capace di sfuggire al vortice dell’indistinto, al vuoto dell’informe. Il Caos danza sulle macerie dei nostri ideali e se la ride di ogni nostro progetto.

Ma in quella danza e in quel riso beffardo palpita ancora la vita. Dalle profondità primigenie dove risiedono le ombre dell’Essere, affiora un flusso creativo che parla nuovi linguaggi, costruisce nuovi mondi. Affrontare la paura ancestrale del Caos ci consente, quindi, di accedere a un universo di possibilità che il nostro intelletto non sa vedere. A un cosmo che sfugge alle coordinate della ragione.

E se ricorderemo che il significato originario di cosmo è ordine, riusciremo anche a guardare il disordine con altri occhi, a scorgere un disegno nel groviglio delle forme, o le note di una sinfonia nel frastuono degli eventi. Allora, e solo allora, il Caos ci regalerà inattese simmetrie.



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